sabato, 22 febbraio, 2020
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La stampa che non ti aspetti

La stampa che non ti aspetti

La stampa digitale è la protagonista di una rivoluzione che potrebbe davvero cambiare, e per sempre, il modo di gestire le “cose” di cui abbiamo bisogno nella vita di tutti i giorni.

Qual è la rivoluzione di cui stiamo parlando? Quella della stampa 3D.

Una stampa da X-Files?

La rivoluzione è cominciata una ventina di anni fa. La possibilità di stampare non soltanto pagine, ma oggetti, sembrava fantascientifica, tanto che un prototipo di stampante 3D compariva addirittura in un documentario ispirato a X-Files: era addirittura Gillian Anderson, la Dana Scully appunto di X-Files, a presentare la stampante.

Stampa o estrazione?

E, circa venti anni dopo quel documentario, la stampa 3D sta diventando invece una pratica relativamente comune.

Quali sono gli ingredienti? Un software di progettazione 3D, con il quale si “disegna” al computer l’oggetto; una stampante 3D; il materiale plastico grezzo che sostituisce la carta e che diventerà l’oggetto, una volta che la stampante avrà per così dire “digerito” il progetto, trasformandolo in impulsi meccanici e quindi in movimenti che taglieranno via il superfluo dal blocco di plastica, estraendone l’oggetto.

Un processo che, con materiali completamente diversi, fa quello che Michelangelo Buonarroti diceva di fare al marmo: “estrarre” dal blocco grezzo le forme che corrispondono al proprio progetto, all’idea che vogliamo realizzare.

Quando il libro prende “forma”

Già adesso le applicazioni sono straordinarie. Il campo che sta dando risultati veramente da fantascienza è quello medico, con la progettazione e realizzazione, grazie alla tecnologia della stampa 3D, di protesi a costo relativamente basso.

Ma in questo articolo non ci addentreremo nelle applicazioni medicali della stampa 3D, bensì in quel territorio di confine tra stampa tradizionale e stampa tridimensionale che si sta rivelando il luogo di interessanti sperimentazioni, sia in campo educativo sia in campo più legato al supporto visuale delle attività di marketing.

Una delle applicazioni educative della stampa 3D è la creazione di un supporto tattile per bambini ipovedenti. Alla lettura viene accompagnata una esperienza tattile, appunto, con oggetti che richiamano la lettura stessa e vengono stampati in 3D, come questi:

Dillo (non solo) con la stampa 3D

Il proprio logo, o marchio può diventare un oggetto – marketing personalizzato dal costo relativamente basso. La filosofia della stampa 3D è quella di fornire modelli che spesso hanno un costo bassissimo e, se si sa usare il software, il modello può essere personalizzato rispetto alla propria attività, rispetto al messaggio che si vuole comunicare attraverso l’oggetto.

E, come abbiamo già scritto altre volte, oggi il marketing, l’autopromozione è un processo che sta tra online e offline e deve utilizzare tutti gli strumenti a disposizione.

Quali? dai biglietti da visita (che talvolta sono piccole opere d’arte) ai volantini, ai banner: non perdere mai l’occasione di farti vedere!

Immagine: infoeinternet.

Biografia Massimiliano Roveri

Massimiliano "Q-ROB" Roveri scrive per, su e di Internet dal 1997. Laureato in filosofia e prestato al mondo IT blogga, condivide (e insegna a bloggare e condividere) tra l'Irlanda e l'Italia.

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